C’è una via a Novi Ligure dedicata a Paolo Giacometti. Ma chi era costui?

A Novi Ligure, Paolo Giacometti fu drammaturgo insigne, nato in contrada della Misericordia (oggi Via Gramsci), in quello che, allora, era il palazzo Pavese – c’è tutt’oggi una iscrizione sul portone – da Francesco, Senatore reggente il Regio Consiglio, e da Nicoletta Costa, il 19 marzo 1816.

Morto il marito, l’anno dopo la madre lo conduceva a Sturla con gli altri fratelli. A nove anni Paolo entrava nel Real Collegio di Genova per gli studi letterari, dopo i quali frequentava la facoltà di giurisprudenza, secondo i desideri dei parenti. Al codice preferiva l’arte drammatica ed a 19 anni esordiva con l’ingenua tragedia Rosilde, alla quale faceva seguito la satira del Poeta e la ballerina. Il Sardou per la sua Odette si ispirava alla successiva composizione: La colpa vendica la colpa.

Affinial mondo goldoniano, ma non con identico limpido riso, si possono considerare: Quattro donne in una casa, Un poema e una cambiale e L’amicodi tutti. Profondi e umani problemi sociali sono trattati nella Morte civile, scritta per TommasoSalvini ed elogiata dallo Zola per la modernità dei suoi personaggi. Accenti democratici si possono cogliere in Siam tutti fratelli e profonditàdi pensiero agita il Sofocle, rappresentato a Napoli nel 1866 al teatro dei Fiorentini.

Con Lucrezia Davidson Giacometti tratteggia un tipo di romantica giovinetta e noie con la polizia gli reca il Torquato Tasso. Vanno anvora ricordate, per completare la sua predisposizione per il teatro ( nel 1849 era succeduto ad Alberto Nota come commediografo della R. Compagnia Sarda di Torino), la Giuditta scritta per Adelaide Ristori, la Maria Antonietta che tanto piaceva al Manzoni, famosa anche per gli incidenti bolognesi del teatro Brunetti.

L’abitazione dove nacque Paolo Giacometti

Più improvvisate appaiono Luisa Sanfelice, Camilla Faà di Casale. Meritano di essere ricordate: Isabella del Fiesco e la Notte del Venerdì Santo, scritta per la compagnia Leigheb. Amico del Nicoliniu, del Paravia, del Prati e del Brofferio ebbe tuttavia vitainfelice e, la separazione dalla moglie, gli procurò profondissima prostrazione.

Nel 1854 accorreva da Treviso a Gazzuolo, un piccolo centro del mantovano, per soccorrere una compagnia teatrale. In quella occasione conobbe Luigina Saglio, poetessa e pittrice, che doveva diventare la sua seconda moglie e incoraggiarlo alla composizione della Morte Civile e del Torquato Tasso.

Ammalatosi, tornava a Novi nel 1878, e, pur tra fatiche, riusciva a comporre La lettera anonima, ultima rivolta contro una vile società. Ritornato a Gazzuolo vi moriva alle ore nove del 31 agosto 1882 e la sua salma era poco dopo traslata al cimitero di Staglieno a Genova. Febbrile era stata la sua attività teatrale: 120 drammi di cui 90 pubblicati e 30 manoscritti, amorosamente custoditi presso la Biblioteca Berianadi Genova.

La strada sino alla morte del Giacometti aveva nome di via del Fossato, a ricordo del fosso che scendeva dalla Costa del Castello e finiva nel rio Gazzo.

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