Venerdì scorso, già a dire che saremmo diventati zona gialla, faceva star meglio. Non sembrava neppur vero. Ma quel che più rincuorava era l’imminente possibilità di potersi poi spostare verso un’altra regione dello stesso colore giallo.

Il desiderio onesto che avevo era quello di andare, anche se per un paio d’ore, in Liguria e proprio a Genova. L’ultimo mio viaggio fu nel mese di dicembre, ben prima di Natale.

Genova, ogni volta che ci vado, mi dà proprio la sensazione del cambiare aria, pur essendo aria di città. Per lo meno considerando il clima rispetto al basso Piemonte.

E allora un salto in Via XX Settembre, coi suoi porticati, i tanti negozi e la gente a passeggio.

In cima c’è Piazza de Ferrari coi suoi palazzoni e la caratteristica fontana, quasi un simbolo della città. Uno fra i tanti. Lì, ovunque ti guardi intorno, non fai altro che rimanere incantato, a bocca aperta. E pensare che frequento più di sovente Genova ed altre località soltanto da un lustro; prima ci andavo – come si dice – una volta ogni morte di papa.

Ho proseguito la mia passeggiata fino alla Galleria Mazzini, ho letto di recente che l’hanno ripulita, rinfrescata, resa più bella. Ed è proprio così, vi assicuro. Rimane ancora un pezzo breve con impalcature. Ma già si assapora il gusto del bello.

Ancora avanti, fino a Piazza Corvetto, mi affascina anch’essa. Intitolata a Luigi Emanuele Corvetto, uomo politico genovese dell’epoca napoleonica, è una delle più vaste ed eleganti della città. Appartiene al quartiere di Portoria. al centro c’è la statua equestre di Vittorio Emanuele II.

Ricordo sempre l’impressione positiva che mi fece arrivare in questa piazza dall’alto, da Piazza Manin, dove si arriva col trenino Casella-Genova.

Ho visto tant’altro, ma lasciate che lo descriva la prossima volta