Oggi, di domenica, inizia l’Avvento, ma a Novi Ligure è l’ultima delle tre giornate fissate del Comune per festeggiare Santa Caterina e la fiera che si tramanda nel tempo.

Via Roma, sullo sfondo la chiesa di S. Pietro

Per Novi Ligure Santa Caterina non vuol dire solo fiera, ma significa rievocare ogni anno buona parte di quanto di tradizione e di costume c’è in questa Città.

Piazza Dellepiane

Le vicende delle fiere a Novi si perdono nella nebbia del Medioevo. Risale infatti al 22 settembre 1388 l’assenso del Duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, sotto il cui dominio si trovava allora la comunità novese, per l’istituzione di un mercato, che, in base alle sue prescrizioni, doveva essere aperto non più di una volta alla settimana nel luogo detto “Zerbo”, una contrada delle più antiche, corrispondente alla località dove si apriva l’omonima porta, detta anche di “S.Pietro”, per la vicinanza a questa Chiesa. Guarda caso, proprio dove oggi si svolge il mercato settimanale del giovedì.
 il 2 agosto 1607 i Rettori della Comunità di Novi, con a capo il Sindico Orazio Cavanna, indirizzano una petizione al Serenissimo Senato della Repubblica Genovese per ottenere l’istituzione di tre fiere annuali, suggerendo di tener conto delle seguenti festività stagionali: S.Giorgio il 23 aprile, l’Assunzione della Madonna il 15 agosto, e S.Caterina, il 25 novembre.
Non veniva chiesto né qualcosa di nuovo, né di particolare. Infatti, con un uso generalizzato in tutto il territorio dell’Oltregiogo, erano sorte nel corso dei secoli, dal XII al XVI, almeno tre fiere annuali, sia pure con date diverse per le varie località. Si aveva così una fiera di primavera, generalmente fissata in un giorno di aprile, la quale consentiva di ripristinare le scorte che l’inverno precedente aveva esaurito o ridotte, una fiera d’estate, in luglio o in agosto, per poter commerciare soprattutto il grano, ed infine quella d’autunno, fissata di regola dopo la vendemmia, per la compravendita delle uve.

Erano richieste inoltre la franchigia per i dazi ed il salvacondotto per merci e persone, di una durata di almeno otto giorni per ogni fiera.

Il Senato genovese accoglie la richiesta in data 29 agosto 1607, con un decreto, che viene reso noto ai cittadini novesi, accorsi in piazza della Collegiata, dall’araldo comunale ”de verbo ad verbum”, cioè con gli opportuni chiarimenti circa le modalità ed i diritti prescritti. Oltre alla Fiera di S. Caterina, il 25 novembre, vengono concesse altre due fiere: di S. Giorgio. il 23 aprile e l’altra di S. Bartolomeo, il 24 agosto. Benché l’allestimento di tre fiere annuali, dimostri l’intensa attività commerciale, quella di S.Caterina finirà poi col prevalere, malgrado la stagione fosse sovente poco favorevole, perché sulle altre si sovrapposero le cosiddette Fiere di Cambio.

Via Girardengo

Considerate le vicende storiche, grazie al bel tempo di oggi, gli amanti delle bancarelle potranno dare libero sfogo alla loro passione con acquisti qua e là.

Corso Marenco

I negozianti cercano di invogliare i potenziali clienti con vetrine allestite ormai per Natale. E ci sta perché non manca nemmeno più un mese.

Il Ristorante Albergo Corona, locale storico della città, propone un menù tipico locale: Il menù della Tradizione Novese

  • Antipasto misto Piemontese
  • Corzetti con Salsiccia e funghi
  • Tacchinella con le sue mostarde
  • Canestrelli della Pieve con Vinsanto o Cortese
  • Vini della Tenuta San Pietro

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