Coppi aveva 14 anni che partì per Novi Ligure: l’obiettivo era imparare dal siur Ettore Merlano il mestiere di macellaio, la pratica immediata però è una vecchia bicicletta scassata (Fausto la chiamerà “Tri-fusì“, tre fucili) e una pila di pacchi di salumi e tagli di carne da consegnare.

Coppi lavora pedalando nel senso di garzone, oggi lo definiremmo corriere, fattorino, bike messenger, ultimamente rider. In ogni caso un mestiere con la bicicletta al posto della zappa, le strade al posto dei campi. Coppi nasce ciclista facendo le consegne in tempo record, o al contrario impiegando mezze giornate, abbandonando i tragitti diretti per seguire un reticolo di allungatoie sino alla Statale dei Giovi o alle rampe di Gavi. 

Nel cuore del centro storico di Novi Ligure, in via Paolo da Novi in prossimità del civico 21, un’insegna ricorda che proprio in quell’edificio, a 13 anni  Fausto Coppi incominciò a lavorare come garzone nella salumeria del signor Merlano, facendo le consegne in bicicletta. Pochi anni dopo, grazie ai soldi che gli regalò lo zio, marinaio di ritorno dal Golfo Persico, poté comprare una Maino e cominciare a partecipare alle prime corse, per poi disputare la sua prima gara ufficiale il 1º luglio del 1937, il resto è storia di uno dei più grandi talenti dello sport, simbolo del ciclismo italiano e mondiale.

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