Domenica, chi ci crede va in chiesa, diversamente c’è lo shopping.

L’inizio di giornata, come ieri, è con un po’ di foschia, poi si schiarisce e vince il sole.

Pare quasi la situazione che riguarda il colle del Quirinale. Che eguaglia per importanza i vaccini, i contagi ed i greenpass.

Ieri Silvio Berlusconi, sulla scena politica da ormai trent’anni, che muore dalla voglia di andare anche al Quirinale, ha fatto un passo. C’è chi dice in avanti, chi di lato, chi indietro.

In sostanza si ritira dalla corsa, con sollievo di tanti, soprattutto della sinistra a cui sta da sempre sulle palle. Però quella parte politica, per mezzo di lui, ci ha stampato in tutti questi anni, libri e giornali.

Silvio facendosi da parte ha pure chiesto che Draghi rimanga dov’è, quindi una condizione. Io no, ma nemmeno lui. Eppure Mario Draghi ci tiene quanto lui e aspira ad essere inquilino del Quirinale.

Cosa dobbiamo aspettarci adesso? Chissà! Da oggi la tivù inizierà a proporci speciali e maratone. Come se non ci fosse altro.

Come se non ci fossero i prezzi dei beni di consumo che lievitano ogni giorno. Come se non ci fossero incidenti sul lavoro. Come se non ci fossero bande di teppisti in azione. Come se non ci fossero più profughi.

Il Covid? Quello c’è sempre. E chissà per quanto tempo ancora.

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