Dopo aver visto un servizio sul paese alla tivù, sono andato a visitare Montemagno che sorge nella zona Nord-Est dell’Astigiano.

Dista circa 17 Km dal capoluogo provinciale, Asti.

Il paese si sviluppa attorno al suo castello secondo un impianto medievale, un unicum per il Basso Monferrato.

Il Castello di Montemagno (o dei Conti Calvi di Bergolo), di proprietà privata, appare oggi come una splendida dimora di campagna.

Il nucleo più antico del paese si forma intorno al 1000 sulla sommità di un colle allora coperto di boschi (da lì il toponimo Montemagno) che venne fortificato col castello, appartenente poi al Marchese del Monferrato.

L’impianto medievale originale di questo borgo, unico nel Basso Monferrato, è ancora oggi ben visibile con dodici vicoli che si dipartono a raggiera dal castello medioevale che con le sue torri merlate, è sicuramente uno dei manieri più affascinanti di tutta la provincia (privato, non visitabile).

Nel centro storico particolarmente interessante è la barocca chiesa parrocchiale di S.Martino (XVIII secolo) a cui si accede da una monumentale scalea barocca a tre terrazze dal grande impatto scenografico. Da percorrere i caratteristici vicoli con case medioevali dai particolari balconi in legno e la cosiddetta Casa sul Portone, edificio facente parte della cinta di mura medievali oggi adibito a sala espositiva. Consigliabile una passeggiata alla chiesa di Santa Maria della Cava con affreschi quattrocenteschi e ai resti della chiesa romanica di San Vittore nei pressi del cimitero. Poco fuori del paese una passeggiata conduce alla chiesa campestre della Madonna di Vallinò.

Nel centro storico è visibile La Casa sul Portone, ultima porta della cinta muraria medievale.

Assolutamente da vedere, in zona, è la scalea barocca che dà accesso alla chiesa parrocchiale.

A pochi passi sorge la Chiesa della Confraternita di San Michele.

Meritano una visita anche la Chiesa di Santa Maria della Cava e il “gioiello” romanico del paese: i resti della Chiesa e della Torre dei Santi Vittore e Corona.

Montemagno dedica al pane, ogni fine maggio, la manifestazione Pane al Pane.

Il paese fa anche parte del’associazione Città del Pane che promuove il riconoscimento e la valorizzazione dei pani in tutta Italia.

Si segnala, infine, la “Strada comunale panoramica dietro il Castello” dove è installato un cannocchiale panoramico.

Il paese è situato su una delle colline a nord-est di Asti e il suo territorio comunale confina per un breve tratto con l’ Alessandrino; ci si arriva percorrendo sia la strada provinciale da Calliano, sulla statale che collega il capoluogo con Casale Monferrato, che quella da Quarto d’Asti, sulla statale per Alessandria. Il toponimo fin dall’anno 974 come “loco Muntemagni”, mostra chiaramente la derivazione dalla posizione topografica dell’ abitato, dominato dall’ imponente castello che è uno dei meglio conservati dell’ Astigiano.
Già zona d’influenza del vescovo di Asti nel XII secolo, Montemagno fu ceduto da Federico Barbarossa al marchese di Monferrato nel 1164. Per la sua importanza strategica all’interno del territorio monferrino, il villaggio fu conteso dal comune di Asti che riuscì a impadronirsene nel 1290 dopo aver sconfitto il marchese Guglielmo VII, che in quell’occasione aveva fatto distruggere la rocca e l’abitato. Nel 1342 il castello e la giurisdizione di Montemagno furono venduti dal comune alla famiglia astigiana dei Turco. La guerra del marchese Gian Giacomo contro i Visconti e la sua incauta richiesta di soccorso ad Amedeo VIII duca di Savoia, portarono buona parte del Monferrato sotto l’egemonia di questo casato al quale Montemagno giurò fedeltà nel 1435.
Nel XVI secolo, dopo la guerra di successione del marchesato, Montemagno fu tra i territori annessi al ducato di Mantova e dato in feudo a Francesca della Cerda (1549) e successivamente al conte Evasio Ardizzi; ultimi feudatari furono i marchesi Grisella di Rosignano, di cui va ricordato Ottavio i cui bandi campestri, emanati nel 1751, rivelano un’ attenzione nuova, quasi illuministica e riformatrice, della classe nobiliare verso la proprietà terriera e i prodotti agricoli. L’aspetto attuale del Castello di Montemagno si deve alla ristrutturazione avvenuta nei primi decenni del XVIII secolo per volere della famiglia Callori che lo aveva acquistato nel 1669; oggi l’edificio è di proprietà dei conti Calvi di Bergolo.
La costruzione ha pianta quadrata, è coronata da merlature ghibelline e due torri laterali delimitano il fronte principale; originale è il cortile interno, di forma el1ittica con loggette.
Al Medioevo, tuttavia, appartiene ancora il sistema urbanistico di Montemagno, con le vie che si dipartono dal lato sud-occidentale del castello e una di queste porta alla monumentale Parrocchiale dell’Assunta. Edificata nel XVIII secolo, la chiesa fu ampliata nel 1824, mentre il protiro circolare e la bellissima scalinata in pietra di Cumiana furono costruiti nel 1826 su disegno del conte di Beinasco. L’interno presenta pregevoli arredi lignei e una tela raffigurante San Giovanni Battista, dipinta nel 1644 da Orsola Madda1ena Caccia, figlia del più noto Guglielmo detto il Moncalvo.
Meritano attenzione anche le vicine Chiese della Santissima Trinità e di San Michele, la quale custodisce una tela con i Santi Michele, Evasio e Giorgio attribuita a Pietro Francesco Guala (1698-1757). L’antica Chiesa di Maria Assunta della Cava, ornata da affreschi databili al XV secolo, è interessante anche per la presenza di iscrizioni risalenti per la maggior parte al XVII secolo, relative al passaggio di soldati stranieri.

(fonte: Il Piemonte paese per paese Bonechi Editore)