Dopo la serata di avvio, tenutasi lo scorso 21 aprile, con il racconto fatto dall’archeologa Laura Moro sulle tracce di popolamento dall’Antichità all’Alto Medioevo nel territorio tra Alessandria e Monferrato, gli appuntamenti della rassegna “Storia e bellezza tra Appennino e pianura”, organizzata da “FormaCivicaNovi”, riprendono giovedì 5 maggio, alle 21, presso la Sala Conferenze della Casa del Giovane di via Gagliuffi a Novi Ligure (presso il parcheggio di piazza XX Settembre) con la dott.ssa Chiara Vignola, direttrice del “Museo dei Campionissimi” di Novi Ligure, che ci accompagnerà in una sorta di “invito alla visita” della mostra “Di Segni e Miraggi” nella quale sono esposte opere provenienti da collezioni private e, quindi, normalmente non accessibili al pubblico.

Si tratta quindi un una vera e propria finestra aperta sull’arte barocca, elemento stilistico predominante nel nostro territorio ma che possiamo apprezzare grazie, quasi esclusivamente, a rare raccolte museali (quelle del Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, del Museo Diocesano a Tortona e dell’ex Convento dei Cappuccini a Voltaggio) e ai tesori d’arte custoditi nelle chiese: grazie a Chiara Vignola, invece, potremo allargare questo orizzonte ad altre opere, anche di soggetto non religioso, come se potessimo tornare indietro nel tempo, nel XVII e XVIII secolo, e dare uno sguardo all’interno di quei numerosi palazzi barocchi che caratterizzano ancor oggi l’aspetto delle vie principali del Centro Storico di Novi Ligure.

Questo appuntamento sarà il primo di quel “trittico barocco” che caratterizzerà il programma di “Storia e bellezza tra Appennino e pianura” per questo mese di maggio: seguiranno infatti due incontri, il 12 maggio con Francesca Regoli e il 19 maggio con Silvia Balostro, dedicati ad opere d’arte presenti nel nostro territorio tra fine XVI secolo e il XVIII secolo, ma che spesso, pur avendole sotto gli occhi, non ne intuiamo significato e valore.

Il programma, tutto al femminile, di questa rassegna si concluderà il 9 giugno con Simona Nina Borgia, che racconterà uso artistico e simbologie floreali nell’arte, e con Letizia Defranchi, che ci accompagnerà alla scoperta del Futurismo, espressione artistica che ha lasciato eredità importanti, e insospettate, nelle nostra vita di tutti i giorni: eventi di cui vi daremo conto, in dettaglio, volta per volta, nelle prossime settimane.

Vi aspettiamo quindi il 5 maggio per un tuffo nell’arte barocca, alla scoperta di capolavori che potremo sì apprezzare di persona recandoci alla mostra (che sarà aperta fino al 9 giugno 2022), ma che il racconto fatto da Chiara Vignola ci permetterà di gustare fino in fondo.

Comunicato di “FormaCivicaNovi”