A Tortona, lungo la via Lorenzo Perosi, su di una casa vi è una lapide, o meglio, una targa con su scritto: Qui nacque il 19-7-1836 Alberto Leardi, Capitano dei MILLE – Cadde da eroe a Milazzo il 20-7-1860.

Nasce a Tortona, nel 1836 da Luca Leardi, sindaco della cittadina. Nel 1859, allo scoppio della Seconda Guerra d’Indipendenza, sospende gli studi e cerca di arruolarsi nel Corpo dei Granatieri dell’esercito sabaudo ma non viene accettato per via dei postumi di una frattura allora entra nei Carabinieri Genovesi sotto gli ordini del generale Garibaldi partecipando alla campagna col grado di sottotenente.

Nel 1860 parte con i Mille da Quarto e poiché si era distinto nella guerra del 1859 Garibaldi lo nomina capitano. Giunti, però, a Talamone Garibaldi organizza la diversione negli Stati Pontifici e ne affida il comando a Callimaco Zambianchi al quale affianca. come cooperatori, tre ufficiali dei Cacciatori delle Alpi uno dei quali è Alberto Leardi. La Compagnia di Zambianchi viene divisa in due parti una delle quali comandata dal Capitano Leardi.

Deve così abbandonare la spedizione in Sicilia e seguire Zambianchi. Il 19 maggio ha luogo uno scontro a fuoco fra i garibaldini ed i gendarmi pontifici e Zambianchi, dopo aver parlato con i suoi collaboratori, decide che, essendo stata individuata la spedizione, è ormai impossibile marciare su Orvieto e che è meglio rientrare in Toscana.

Una volta giunti in Toscana i volontari si dividono e si dirigono chi ad Arezzo, chi a Siena e chi a Grosseto. Un grosso nucleo di volontari arriva a Genova in tempo per aggregarsi alla spedizione Medici. Alberto Leardi si imbarca sul Charles Georgy, un clipper americano con a bordo ottocento volontari e che viene rimorchiato dall’Utile. Essendo questo convoglio più lento degli altri piroscafi della spedizione Medici parte due giorni prima ma il 9 giugno è catturato dalla marina borbonica e portato a Gaeta.

La bandiera americana, però, protegge il Charles Georgy e quindi i volontari rimangono a bordo per ben venti giorni dopo di che, il 29 giugno, i legni vengono rilasciati con l’ordine di non rientrare più nelle acque del Regno delle Due Sicilie. Il 9 luglio Alberto Leardi sbarca a Genova ed il 15, insieme agli altri volontari che erano stati catturati dai borbonici e liberati dopo un mese, s’imbarca sull’Amazon che si dirige su Palermo.

Il 18 luglio l’Amazon entra in porto a Palermo proprio mentre Garibaldi ne sta uscendo sulla City of Aberdeen con a bordo vari volontari giunti nei giorni precedenti, Garibaldi allora fa imbarcare sulla sua nave anche i volontari giunti sull’Amazon e tutti sbarcano a Patti dirigendosi poi verso Merì dove gli uomini di Medici fronteggiano le truppe borboniche.

Il 20 luglio inizia la battaglia di Milazzo. Alberto Leardi comanda una compagnia. Alla testa di 18 uomini carica alla baionetta un battaglione di Fanteria Regia che fugge, ne consegue una carica della cavalleria napoletana che vuole proteggere la ritirata della fanteria ma la respinge. Garibaldi gli dice Capitano, mi congratulo con voi della valorosa carica che avete fatto; conoscevo da lungo tempo le vostre virtù militari e gli stringe la mano.

I garibaldini avanzano ma, appena passato il ponte che mette nella città, Alberto Leardi cade colpito nella testa da una pallottola nemica. E’ gravemente ferito ma incoraggia ancora i suoi soldati. Viene trasportato in una casa e muore dopo qualche ora.

Nel 1905, a Tortona, un suo busto viene murato nello scalone del palazzo Municipale.