A Tortona c’è “Santa Croce”, la festa patronale della città. Chissà quanti di noi per anni si sono chiesti il vero significato, io per primo. Difatti, vien subito da pensare al crocifisso. In effetti questa celebrazione è legata ad un culto che si perde nel tempo, millenario diremmo, osservato dai tortonesi verso un’insigne reliquia – pensate un po’ – della vera Croce che è presente nella cattedrale, in Duomo.

La presenza di questo frammento, di dimensioni notevoli rispetto ad una normale reliquia della Croce, attraversa il tempo fino al momento in cui giunse proprio a Tortona. La tradizione vuole che il frammento fosse stato donato dall’imperatore Costantino al vescovo Sant’Innocenzo; c’è perfino un’antica menzione storica che risale al XIII secolo, quando negli antichi libri si attesta la presenza di una reliquia della Santa Croce.

La celebrazione liturgica, collocata nel lunedì che segue la seconda domenica di maggio, ricalca la festa del 3 di maggio, data in cui si ricorda l’inventio: il ritrovamento della Santa Croce a Gerusalemme ad opera dell’imperatrice Sant’Elena nel 327-28, secondo una data che è tramandata dalla tradizione.

Tortona è legata alla Festa del “ritrovamento della croce” (inventio crucis) dalla presenza in città di reliquie alcuni frammenti di legno e due spine della corona – custodite e conservate in Cattedrale, nella croce in legno artisticamente lavorata del primo altare della navata destra.

Inizialmente, si trattava di una festività unicamente religiosa, si deve aspettare il 1836 perché sia riconosciuta valida anche civilmente e, quindi, da esclusivamente religiosa, divenga formalmente “Festa patronale”.

Successivamente, nel 1862, si cominciò a far coincidere la festa di Santa Croce con la “fiera di primavera”, antica fiera cittadina – documentata fin dal 1714 – molto rinomata, che richiamava in città soprattutto gli agricoltori provenienti da regioni e zone limitrofe, che erano interessati all’esposizione di attrezzature agricole, carri, carrozze, finimenti, attrezzi vari e alla rassegna di bestiame al foro boario. Da ultimo, nel 1882, fece la sua comparsa nei programmi dei festeggiamenti, tra i giochi e le attrazioni organizzate per la festa, la Tombola di Beneficenza.

Festa, fiera e tombola diventavano così gli ingredienti essenziali di questa ricorrenza che viene celebrata ogni anno in una delle prime domeniche di maggio e che costituisce un’originale tradizione conservata – pur tra alti e bassi, con rinnovamenti e trasformazioni – fino ad oggi.