Il blog

La Voce del Viandante è un blog con qualche immagine, alcune storie e qualche osservazione personale.

E cos’è un blog?

Un blog è una piattaforma che ti consente di pubblicare facilmente degli articoli online. Questi articoli sono normalmente chiamati ” Post ” o ” Articoli ” e vengono pubblicati in ordine cronologico inverso.

In altre parole, l’ultimo post viene visualizzato per primo, il secondo viene visualizzato per secondo e così via.

I lettori possono visualizzare gli articoli più vecchi scorrendo la pagina verso il basso e visualizzando gli archivi dei post.

Il viandante è colui che va per via; chi passa per vie fuori di città, viaggiando a piedi, per raggiungere luoghi anche lontani. Ecco, io vorrei fare sempre un po’ così, andare ovunque, anche in luoghi lontani, anche in maniera figurata, sfruttando la rete. E scattare di certe volte una foto, riproducendo qui un’immagine, ma anche immaginandola con la mente per raccontarla

Nell’opera autobiografica La mia vita, Nietzsche ricorda la sua nascita avvenuta in un piccolo paese di campagna vicino Lipsia, in una regione della Turingia annessa alla Prussia.

Proprio la figura del viandante ritorna in uno dei suoi libri di aforismi più belli, Il viandante e la sua ombra (del 1879). L’ispirazione per la sua stesura gli viene durante un viaggio a Saint Moritz, dove soggiorna tre mesi durante i quali si dedica a contemplare i paesaggi che vede passeggiando per i boschi ai piedi dei ghiacciai o sulle rive dei laghi alpini.

È questo un periodo molto intenso, durante il quale il filosofo, attraverso un esercizio ascetico, inizia una faticosa lotta per liberarsi di tutto ciò che non appartiene alla sua natura. Lotta dalla quale emerge il nuovo volto del filosofo, ossia lo «spirito libero».

Il libro inizia così, con un dialogo tra un viandante e appunto la sua ombra, dialogo che si divide in due parti: Introduzione e Epilogo. Nietzsche colloca i trecentocinquanta aforismi dell’omonima raccolta fra la prima e la seconda del colloquio.

Si tratta di un dialogo surreale dove sin da subito l’ombra consiglia il modo in cui comportarsi; dice infatti che è bene che entrambi siano indulgenti verso loro stessi se per una volta la ragione tace, in modo tale da non adirarsi se nel loro colloquio la parola dell’altro suonerà incomprensibile; più avanti, il viandante si scusa con la sua ombra come se soltanto in quell’istante si rendesse conto della sua presenza.

Il viandante: Solo adesso mi accorgo quanto sono scortese nei tuoi confronti, mia cara ombra: non ho neppure fatto parola su quanto mi rallegra di ascoltarti, e non solo di vederti. Lo sai, io amo l’ombra come amo la luce. Perché esistano la bellezza del volto, la chiarezza del discorso, la bontà e fermezza del carattere, l’ombra è necessaria quanto la luce. Esse non sono avversarie: anzi si tengono amorevolmente per mano, e quando la luce scompare, l’ombra le scivola dietro.

Anche l’ombra, dal canto suo, ci tiene a manifestare al viandante che sono in sintonia.

Ho scritto sui settimanali locali, mi piaceva. Ogni volta la trepidazione di sapere se il mio pezzo sarebbe stato pubblicato. Ho fatto l’amministratore comunale in un paese di mille anime. L’ho fatto con vera passione. Mi appassiona la conoscenza e la condivisione del sapere.

Giampaolo Pepe